10 Novembre 2006

...notte insonne..
di quelle che passi a pensare
4 chiacchere con un amico
un favore che ti tiene sveglio tutta la notte e una musica che incessante allieta il tuo tempo vuoto e ti tiene compagnia
e non ti pesa ..sai che a letto non vuoi andare perchè alcuni, forse troppi pensieri potrebbero turbarti
ma al tempo stesso sai di stare bene
bene come non stavi da tempo
con un mezzo sorriso stampato sul volto
ed un pensiero che ti si riflette nello sguardo che ti fa dire..
ma si, è tutto ok
aria nuova , tanta strada alle spalle
ed altrettanta ,se non di più ancora da percorrere
un respiro e poi...


fletto i muscoli e sono nel vuoto
-ratman

 
08 Novembre 2006

...e come ogni sera entrava nella sua stanza,
sempre più disordinata, vuota e fredda...
con gli occhi fissi al cielo, quello dipinto sulle pareti,
si toglieva i vestiti mentre
una fredda luce artificile tentava invano di caldragli la pelle
piccoli brusii elettrici,qualche suono di sottofondo e poi
un piccolo click e lo stereo che parte e da il suono alla notte
la sua notte...
ancora immobile per qualche istante,
seduto sul suo giaciglio a rimembrar passate storie
e poi sotto le lenzuola fredde un solo pensiero lo assale
quanto freddo, quanta solitudine,
stringendosi con le mani le spalle capisce:
è proprio brutto dormire da soli.
 
23 Settembre 2006

fine di un viaggio ancora da iniziare
fa male pur essendo indolore
altre schegge da altri sogni di vetro infranti
raccoglierli vuol dire procurarsi nuove cicatrice
oltre a quelle che mi sono inferto cadendoci sopra dopo lo schianto
sono immobile e dolorante e il mio sangue scintilla su questi vetri
aspetto
il mattino deve ancora arrivare


parole donate al vento che sapore più non hanno
miste a più fragranze per inalarle con l’inganno
freddo è il loro passo e senza vita resteranno
echeggianti dal mattino solo a nostro danno
 
28 Agosto 2006

Di ghiaccio e neve le lande in cui il mio spirito cammina
ove la triste sorte attende e a passo lento mi s’avvicina,
li, calmo, freddo, distaccato e solo...
Voi guardate in alto perchè ora volo.
 
25 Agosto 2006

1000

SOGNI DI VETRO INFRANTI SU CUI CAMMINO...
 
03 Luglio 2006

Talvolta...
talvolta è come correre bendati
alla guida di un’auto che sfreccia ai 180 lungo un percorso sconosciuto.

Talvolta...
talvolta si ha la sensazione di cadere, nel vuoto..
una caduta liberatoria, senza appigli, attorno solo il vuoto
e l’immensa solitudine che ne deriva.

Talvolta...
talvolta si ha la sensazione di vivere un sogno, a volte è pure un incubo
e, pur provando dolore ,e tutte le emozioni e senzazioni che contraddistinguono la veglia, non si è certi di esser svegli,
ne si ha la capacità di cogliere il momento esatto del risvelgio
e si rimane in attesa.

A volte ho voglia di gridare, picchiare , correre fino a sentirmi svuotato,
vorrei un paio d’ali per staccarmi definitivamente dal fango su cui cammino e che mi ricopre sempre di più...

Avolte credo di esagerare, mi sento vittima e carnefice allo stessotempo e godo nell’interpetare due figure così distinte che,a volte,magari proprio in quelle volte, non mi rappresentano, ne mi somiglianoper nulla.

Sono l’icona del tempo che passa,
lento, indolente e senza scopo
con tranquillità feroce e sadica vago,ora immobile ora mutato,
e distratto, di quando in quando mi accorgo dei cambiamenti del mio essere.

Sono solo, a volte, forse troppo spesso,
all’inizio e alla fine del viaggio si è sempre soli,
si ricerca completezza negli altri, o forse semplicemente si ricerca se stessi..
o meglio ancora la completezza di se stessi all’interno degli altri.

Talvolta soffro
in silenzio, con quell’ansia che sale dallo stomaco e ti si ferma in gola
e tu non puoi far nulla se non contorcerti dal dolore che provi e non capisci nemmeno come sia iniziato.

Talvolta piango
ed anche se per un uomo non è dignitoso , quella è la parte più nobile di me, senza bugie o maschere a coprire ...
lacrimesu lacrime a lucidar questi occhi che vedon di giorno in giorno sempremeno, mi chiedo se sia la scelta inconscia di chiudere gli occhi sulmondo.

A volte penso che dovrei fermarmi e mollare tutto
ripartire da zero..magari in un’altra vita;
poi penso a tutte le conseguenze della mia scelta,
e al fatto che mollare, alla fin fine, equivale sempre ad una sconfitta;
stringoi denti fino a farli sanguinare,anche se non son sempre convinto chesia veramente la cosa giusta da fare,ne che porterà veramente qualcherisultato.

Talvolta smetto di pensare
faccio di tutto pur di non rimanere solo con me stesso
che alla fine è la persona che odio di più su questa terra.
Forse in verità non mi capisco, per questo non mi accetto..
forse.. mi viene in mente un breve verso che scrissi su di un vecchio diario:

" Ho passato la vita a chiedermi chi sono e non mi sono mai fermato a chiedermi com’ero."

Forse questo è uno di quei momenti
ma ora ho soltanto voglia di chiudere gli occhi.

Non so perchè scrivo tutto questo,
nonso neppure se sia veramente quel che penso o sia solo il bisogno discrivere qualcosa, un pensiero, una folgorazione, una riflessione
il dover metter in chiaro un punto..che magari nemmeno esiste.

E’ il bisogno di comunicare, anche se esattamente non so cosa,
grazie all’inutilità della parola
che non può rappresentare, se non pallidamente, ciò che la mente produce.

Vago ,
di pensieri pago ,
incontro ad un abbraccio nascosto in fondo al lago.

Grazie per avermi prestato attenzione
ed aver perso istanti preziosi della vostra vita.
 
28 Giugno 2006

..e guardandoti negli occhi
con un semplice sorriso
il mio affetto ti perdona
anche d’avermi ucciso.

Nel torrido ed assolato deserto della mia mente vago,
ricercando ora nell’onde del tempo immoto l’io sopito,
sol stanco ed assetato,a braccia tese verso l’ignoto ito,
ma il leone dentro ancor non è di carne e sangue pago;

lungo lidi dell’assolata speme,in fondo il cuor mio crede,
passate lunghe estati e inverni a dimandar rispetto e onore,
in mano la spada di rosso tinta che non muta il suo splendore,
cercando risposte d’alito di vento scolpite in mente dalla fede.

Il riposo sul suol natio si concede al valoroso,
che di virtù,coraggio e gloria si fece manto,
a riportar la pace ad un grido d’aiuto infranto
li l’alba torna a prendere un ricordo doloroso.

La Stagione Delle Nebbie


Re che abbandoni il tuo regno, che confini non ha,
che prigioniera ancora tieni chi non ha volontà,
una chiave biforcuta come la tua lingua stringi,
e d’essere forte,bello ed invincibile ancora fingi.

Li dove Sogno e realtà combaciano,lui che venne da te,
e tu come suol da acerrimo ed odiato nemico lo facesti re
d’un fardello oscuro e tristo il cui peso addosso più non vuoi,
schernito l’ambasciator marchiato e ignorati i lamenti suoi.

Fregandotene del marchio fregandotene dello stesso Dio
lasci or cader tutto, e strappate le tue ali prepari a dir addio,
mentre Sogno ancor sveglio e vigile osserva l’avvenir del fato
ed ora chiusi i cancelli coglie l’inganno, capisce d’esser dannato.

Oh Inferno! Troppo ambito , troppo facile uccider per esso,
una nuova terra, un nuovo regno di cui entrar in possesso;
ospiti compagni e nemici ad aspettar sotto lo stesso tetto,
li,trepidanti finchè dal cielo non giunse l’agognato verdetto.

Demoni e dei, angeli e diavoli ,ora in una sola nuova dimora,
li,risolti gli odi superbi ed gli atroci amori, guarite gioie e dolori,
mentre un triste sole volge al tramonto salutando tutti gli attori,
a velo sull’abbandon narrato questa triste nebbia cala ancora.
 
05 Giugno 2006

Solo Una Parola


Ti porto un pensiero che sa di niente
scritto negli occhi di chi troppo poco ha visto
in frenesia statica a far bruciar la pelle sotto il sol cocente
restando in piedi a pallor spento,ancor a viso tristo
parole d’altri luoghi che svegliano i ricordi
parole d’altre persone per ricordar che non è tardi
in alto si leva un canto,limpido e pulito a seguito dei bardi
un lieve vento fa risuonare all’unisono le anime presenti,
in mezzo a quella pianura,un tempo campo di battaglia,
il guerriero rugge, e docile s’addormenta affaticato dagli stenti
nel cuore di chi negli occhi ha il cielo e solo si fa sole ed altri occhi abbaglia.

Finito...e rimane il silenzio.

Poi troppi passi ad uno ad un distinti,
causa tua notte che calmi gli spiriti furenti!
Ancora nei ricordi impressi i volti di chi si trascina i suoi rimpianti.
oh perduta gente alla grande uscita accinti!
Voi che domani camminerete di nuovo tra i viventi,
oggi parte del destino a veder lontano come i nani sulle spalle dei giganti.
Pochi istanti ed ora intendo,il tempo è terminato o amor mio
io vado dove non mi potrai seguir,ma a fianco a me ci sarà ancora Dio.
 
01 Giugno 2006

n.visite 555

if you are 5-5-5
i'm the 6-6-6
 
19 Maggio 2006

sull'orlo del successo


...sembra la vita di sempre ,lo e’ sempre stata in fondo
un sogno in loop infinito,la forza dell’abitudine
in una turbolenta serenita’.
Ti svegli la mattina con ancora sulla pelle il calore e la rugiada della notte,
come sempre a gesti lenti ma sapienti ,mai banali e nemmeno troppo improvvisi,
svogliato ti alzi, ti vesti ti prepari.
Guardandoti allo specchio provi per l’ennesima volta a regalarti un sorriso che di giorno in giorno somiglia sempre piu’ ad una smorfia.
La tv ancora accesa e la tavola da sbarazzare dalla sera prima e’ la lugubre natura morta per la tua colazione.
Esci , inebriato dalla brezza mattutina e dal sole che ti illumina il viso, con
il profumo d’erba intorno e un cielo azzurro che ti sovrasta nella sua conscia immensita’.
Non una parola ed eccoti diretto verso il tuo "lavoro", a passi lenti che battono come ogni giorno una strada che conosci fin troppo bene, in ogni sua ombra e sfumatura.
Ed eccoti gia’ li, inerte seduto alla tua postazione assorbi come una spugna tutto il male del mondo farcito di parole gentili e sorrisi finti di facce di bronzo;
senti il bisogno di staccare a soli cinque minuti dall’inizio di giornata,
ma li fermo si come immobile, sull’unico punto del globo terracqueo dove non vorresti essere.
La mente prova ad evadere ma sono pochi attimi di ludibrio appesantiti da questa prigione che non ha ne sbarre ne mura ma imperterrita ti tiene prigioniero
e fuori dalla tua finestra alberi che docili si piegano al vento
ed in turbine di foglie il volo siccato da un passero.
Oh, come invidi quella piccola creatura di dio.. indifesa, quasi insignificante ma fondamentalmente libera....
Salti il pranzo tanto il tempo e poco ed ultimamente il cibo ti disgusta solamente .. necessita’ fisica di cui il corpo puo’ ben fare a meno:occupi invece quel tempo prezioso a sognare senza renderti conto che alla fine quel tuo desiderio di liberta’ ti fa pesare ancor di piu’ la tua voluta prigionia.
Li steso al sole su quella vecchia panca aspetti non troppo impazientemente l’ora di dover ricominciare meditando continuamente su di una poco onorevole fuga
ed intanto il sole senti che stanco inizia il suo lento declino.
Svogliato riprendi il tuo da fare pensando ad un modo divertente per passare la serata ..ma appena giunge l’ora del ritorno quella strada che avevi percorso a passi svelti la mattina ti pare lunga ed interminabile
e senti ad ogni pie’ sospinto il calore della terra e del nero asfalto risalirti in petto,mentre quel cielo azzurro si tinge di sangue e cremisi, per spegnersi in un oscuro manto solo poche ore piu’ tardi.
Poco piu’ di un’ora e di nuovo a casa...
mille progetti ancora in testa,ma sotto l’incessante cadere dell’acqua nella doccia sfumano lasciando solo vivida la sensazione di stanchezza e di inadeguatezza...
pochi morsi ad un boccone fin troppo amaro da digerire
ed tutti i tuoi insignificanti problemi ti sommergono:
quel che e’ stato,quel che verra’, quel che potevi e volevi, quel che non hai fatto e mai farai,quel che hai perso...
e questa goccia incessante oramai non ti permette nemmeno di riposare ,neppure nel tuo lungo dormire; li a volte sveglio nel fissare il soffitto,
chiedendoti se esiste qualcosa di diverso
e se tutto questo finira’ perche’ ti rendi conto che e’ un peso troppo grande per le tue deboli spalle.
Senza volerlo,lentamente, hai cominciato a capire che paradossalmente questa vita ti sta uccidendo.
 
07 Maggio 2006

.

talvolta
molto spesso
ci si sente soli

si cerca uno spirito affine
un'anima con cui dividere e condividere ciò che si ha dentro

l'uomo non è un'isola
ma troppo spesso si ritrova in questo scomodo ruolo
senza riuscire ad uscirne
confinato entro lidi che la sola immaginazine può superare
ma che il corpo è costretto a subire

forse solo il desiderio di scrivere
forse una vera richiesta d'aiuto

non so

mi chiedo se la mia conoscenza del mondo
si limiti a quel che posso vedere e sentire di persona...

giorni tristi
il destino gioca contro me e mi sa che sta vincendo

ci vorrebbe un amico cantavano
e forse è quel che sto disperatamente cercando
 
03 Dicembre 2005

It’s Open! ecco a voi il sito ufficiale dei

 
29 Novembre 2005

Wolf And Tiger

 
25 Novembre 2005

 
24 Novembre 2005

 
22 Novembre 2005

IO & IL MIO GEMELLO MALVAGIO
 
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